Nell’età della Restaurazione (1815-1848), la concessione sullo sfruttamento delle saline olbiesi era passata
dai Bardanzellu ai fratelli Pietro, Leonardo e Giovanni Maria Puzzu che ben presto occuparono anche gran parte delle cariche delle milizie cittadine.
Il risultato fu un periodo di prepotenza e
soprusi, per la città di Terranova, nel quale fu coinvolto anche Giovanni Maria Bardanzellu, militare di carriera (Cacciatore di Sardegna) e uno degli autori, in concorso con il Brigadiere Francesco Rasseval,
di un grave fatto di sangue avvenuto in uno stazzo di Terranova: la morte
violenta dei pastori Antonio Azara e Andrea Minuti "Scaccadu", dei figli di quest'ultimo,
Martino e Pietro, nonché del ferimento della nuora Maria Azara.
Mentre i tre fratelli Puzzu, come mandanti per
avere ordinato il fuoco (essendo
Pietro e Leonardo capitani della fanteria e della cavalleria cittadina), subirono soltanto pene minori, gli esecutori materiali del plurimo omicidio
furono condannati a morte il 22 agosto 1822. A nulla valse l’aver sostenuto di aver reagito alla resistenza opposta dagli uccisi al mandato della forza pubblica;
l'impiccagione sembra che sia stata eseguita a Sassari l'anno successivo.
Giuseppe Bardanzellu (n. Olbia nel 1819),
fratellastro minore di Giovanni Maria, fu agente consolare di Francia a Terranova tra il 1853 e il 1858.
*
* *
A Luras, Tomaso, fratello maggiore dei precedenti, era un allevatore che
possedeva il censo richiesto per entrare a far parte del Consiglio commutativo
(=comunale) della cittadina gallurese. Era anche alfabetizzato, in quanto
firmava i verbali di proprio pugno e non con segno di croce. Visse sino a
ottacinque anni circa, un'età straordinaria, per l'epoca. Dal certificato parrocchiale desumiamo che il vegliardo sia stato colpito da un colpo apoplettico
e che sia deceduto prima che gli fossero somministrati i sacramenti in articulo mortis;
pertanto il sacerdote aveva provveduto ad assolverlo sub condicione e a tumularlo nella Chiesa di San Giuseppe di Luras
(1850).
Anche a Luras il destino di questa generazione fu spesso violento. Antonio Bardanzellu detto “Rais”,
pastore, risulta aver concluso cruentemente la propria esistenza, ucciso il 23 dicembre 1817 da tale Giovanni Pirisinu Gaddia, per motivi rimasti sconosciuti.

Nell’anno
1806, il giorno 6 ottobre, Luras. Premesse le pubblicazioni nei tre giorni
festivi continui e non consecutivi, di cui la prima è stata fatta nel giorno
21, la seconda nel giorno 29 di settembre, la terza nel giorno 6 di questo
mese; e non trovato alcun impedimento legittimo, io sottoscritto, vicario di
questa chiesa parrocchiale della Beata Maria Vergine del Santissimo Rosario,
ho interrogato in questa chiesa parrocchiale Agostino Angelo Bardanzellu,
celibe, figlio dei coniugi Pietro e Cecilia Satta, e Caterina Soggiu,
nubile, figlia dei coniugi Giovanni Battista e Maria Giovanna Cabras, tutti
di questa parrocchia, e, ottenuto il loro reciproco consenso, li ho uniti in
matrimonio solennemente a parole sul momento, alla presenza dei noti
testimoni Nicola Pirisinu, figlio di Michele e di Lucia Cabras, e Giacomo
Pala, proparroco, figlio di Giorgio e di Maria Bellu, di questo luogo; dopo
li ho benedetti durante la celebrazione della messa secondo il rito di Santa
Madre Chiesa. E di ciò Don Scano vicario parrocchiale.
|